Il Blog di Dario

Esiste il "vero" tango argentino?

Esiste il

Quest’oggi affronto uno dei temi più controversi nel mondo degli amanti del tango, ossia se esiste il vero tango argentino, quello autentico, certificato.

So bene che per molti è così… quelli che sono convinti di possedere la chiave d’accesso al “puro tango” sono soliti dividere il mondo tra chi rispetta e balla il vero tango e chi balla qualcosa di indefinibile, che  tango non è. Io, mi perdoneranno, la penso diversamente.


Io non credo che esista il puro tango, il vero tango argentino…non credo che ci sia un certificato di autenticità.
 Io chiedo un certificato di autenticità al collezionista di numismatica, di quadri od oggetti di valore che appartengono al passato… non sono più riproducibili… desidero quindi che qualcuno mi certifichi l’autenticità di quel quadro, di quella moneta, ecc…. Il tango argentino fortunatamente è vivo, è attuale, non è morto…ci offre emozioni e si trasforma con noi, con la società… prende forme diverse, contemporanee…

Il tango non si conserva gelosamente in uno scrigno o in una teca facendo attenzione che non si impolveri: il tango si mescola con il nostro vivere quotidiano, si sporca con le nefandezze della nostra società così come si colora delle perle che l’umanità riesce a regalare.

Il tango non è uno stile di ballo. 
Molti lo identificano come uno stile di ballo, come l’apilado, il milonguero, il salon ecc…  Io invece non credo sia così perché uno stile è solo una forma, un vestito (l’abito non fa il monaco)… detto in altri termini è l’apparenza che non è detto coincida con la sostanza.

La tecnica di ballo del tango è cambiata nel corso dei decenni.
 Così come l’arte muta nel corso del tempo anche la tecnica, al servizio dell’arte, cambia e spesso migliora. La conoscenza coreutica e la tecnica di comunicazione corporea dei ballerini e ballerine dell’epoca d’oro del tango era ben diversa dall’attuale. Oggi abbiamo a disposizione, per chi lo desidera, il bagaglio di esperienza di tanti decenni, nutrito da approfondimenti e sperimentazioni.
 Per fare un esempio molto pratico e concreto la tecnica di tango che veniva offerta gli studenti di tango nel 1998, quando iniziai a ballare, era ben diversa dall’attuale. Oggi chi vuole studiare è avvantaggiato perché può accedere ad un livello più approfondito di conoscenza… i concetti e le analisi sono state digerìte e migliorate… non ha quindi senso imitare in toto, senza un’attualizzazione, un modo di ballare che aveva una sua ragion d’essere calato in quel preciso periodo storico.

Ballare tango argentino non vuol dire ricreare un’epoca specifica.
 Lo stile di ballo è legato ad un’epoca, quindi se amo profondamente quel modo di ballare significa che desidero creare una bolla, un sogno, una sensazione di un tempo passato da cui ricavare piacere: ciò, secondo me, non è male.. anzi. Tutti i gusti a parer mio sono da rispettare, ma sono per l’appunto solo gusti! Ritengo quindi sbagliato credere che non ci siano altri sogni, altre emozioni, altre sensazioni… il tango e generoso e dà, offre molto a chi vuole abbeverarsi alla sua fonte.

Il tango è un’attitudine.
 Il tango è un “modo di essere, un modo di pensare”.. il tango ti aiuta a scoprire chi sei, è una spietata cartina di tornasole. Limitarlo ad un certo modo di danzare e ghettizzarlo ad un’epoca storica (ad esempio l’epoca d’oro del tango) significa secondo me non rendergli giustizia e significa non comprendere le enormi potenzialità, anche educative e terapeutiche, che racchiude in sé.


Comprendere la modernità del tango. 
Io credo profondamente che il tango sia assolutamente contemporaneo! Ciò vuol dire, secondo me, che si devono recuperarne i concetti portanti presentandolo anche ai più giovani come una grande opportunità per stare intensamente insieme, in modo sano e reciprocamente nutriente.

Concludendo: sono da sempre convinto che molto spesso le persone per vivere hanno bisogno di certezze, di sicurezze, hanno bisogno di sentirsi dalla parte della ragione. Ciò è umano. Io parto da un principio diverso (non migliore, semplicemente diverso): io sposo la famosa tesi filosofica di Socrate ossia Io so di non sapere. Quindi mi pongo perennemente interrogativi sulla bontà o meno del mio pensiero e del pensiero altrui ed il desiderio di conoscenza mi porta a farmi tante domande.
 Per quanto riguarda il tango argentino l'approccio che propongo a chi crede al "vero" tango argentino è dire: a me piace così, punto. 
Così facendo non vi ergete a soloni o a censori e potete creare una relazione sana e dialettica che può solo far bene al nostro amato tango argentino.
Il tango argentino può essere un bel modo per unire le persone e non per dividerle creando schieramenti!

Dario's Vlog 5: esiste il "vero" tango argentino?

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